Keynote

Keynote

Giovedì 4 giugno 2026
ore 16.00-17.00
Sala Conferenze - via Gravina, 12

Tra calma e turbolenza: il lavoro sociale nei paesaggi fragili del contemporaneo

Chair: Alessandro Sicora, assistente sociale specialista, professore Ordinario, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università di Trento

L’intervento introduttivo propone una riflessione sul lavoro sociale e sulla ricerca di servizio sociale come pratiche chiamate ad abitare contesti caratterizzati da instabilità, vulnerabilità e trasformazione continua. L’immagine evocativa della Ginestra di Giacomo Leopardi, il fiore che cresce sulle pendici del vulcano dopo la distruzione, offre una possibile chiave interpretativa del rapporto tra fragilità, resistenza e capacità generativa nei sistemi sociali contemporanei.

In un tempo attraversato da crisi multiple, conflitti, precarietà istituzionali e mutamenti accelerati, il servizio sociale si trova spesso ad operare in una continua alternanza tra momenti di calma apparente e fasi di forte turbolenza. In tale scenario, la ricerca e la pratica professionale possono contribuire non tanto a eliminare l’incertezza, quanto a sviluppare forme di presenza riflessiva, solidarietà e ricostruzione di legami sociali.

La riflessione si collegherà alla definizione internazionale di social work, che richiama i principi di giustizia sociale, diritti umani, responsabilità collettiva e rispetto delle diversità, interrogandosi sulle implicazioni di tali prospettive per studiosi, ricercatori e professionisti impegnati nei contesti del contemporaneo.

Mutamento, servizio sociale e ricerca scientifica alle pendici del vulcano

Keynote Speaker: Maria Pia Castro, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Catania

Il mio contributo tenterà di accostare l’Etna, che domina il territorio che ci ospita e che rappresenta l’immagine-simbolo del Convegno, ad alcune dimensioni-chiave della ricerca e della pratica professionale del servizio sociale, definito “professione dell’incertezza” (Fargion 2013) per la complessità e imprevedibilità delle situazioni con le quali si confronta. Il vulcano ben si presta, infatti, a descrivere un contesto caratterizzato da calma apparente e improvvisa impetuosità e un processo di mutamento costante che non consente di tracciare un quadro ultimo su cui intervenire. Ci aiuta a riflettere sull’“incertezza” della pratica del Servizio sociale professionale, con cui condivide il senso di un percorso d’azione che richiede una costante (ri)definizione di strategie rispetto alle mutevoli condizioni che ne caratterizzano l’evoluzione e una forza rinnovatrice che fa sì che anche dalle aridità possano nascere nuovi germogli. L’Etna, infine, rammenta a chi si accosta alla conoscenza attraverso un sapere scientificamente orientato che la complessità va osservata con umiltà e rispetto, per offrire un contributo alla sua comprensione. E la ricerca di Servizio sociale ha un ruolo irrinunciabile nel sollecitare un processo di riflessività equilibrato e responsabile, per contribuire al consolidamento di una conoscenza in grado di orientare un adeguato sviluppo della professione.

Tra calma e turbolenza?

Coltivare la consapevolezza storica e democratica per guardare sotto la superficie

Keynote Speaker: Urban Nothdurfter, Libera Università di Bolzano

L’immagine dell’Etna, scelta per questa edizione della Conferenza Italiana sulla Ricerca di Servizio Sociale, richiama la necessità di leggere i processi sociali nella loro profondità, evitando semplificazioni e interpretazioni emergenziali. Le trasformazioni che attraversano oggi il welfare e le professioni sociali – dalla crisi della cura alla crescente erosione dei sistemi democratici – non rappresentano infatti fenomeni improvvisi, ma esiti di mutamenti più lunghi e striscianti, che investono gli assetti profondi della convivenza sociale e democratica.

In questo scenario, il servizio sociale rischia di essere progressivamente ridotto a funzioni di gestione delle emergenze e dei rischi, mentre si indebolisce il consenso attorno ai valori e agli obiettivi che costituiscono la base del mandato e della legittimazione sociale della professione. Di fronte a tali dinamiche, la ricerca di servizio sociale è chiamata non solo a descrivere i fenomeni emergenti, ma anche a sviluppare strumenti interpretativi capaci di collegare esperienza professionale, memoria storica e responsabilità pubblica.

In questa prospettiva, il contributo intende riflettere sul valore della consapevolezza storica come risorsa critica per comprendere il presente e orientare il futuro delle professioni sociali, anche nel ricordo della prof.ssa Marilena Dellavalle, che ha dedicato il proprio lavoro di studio alla ricostruzione storica del servizio sociale come professione e disciplina.

È possibile collegarsi da remoto al Keynote (giovedì 4 giugno 2026, ore 16.00-17.00) cliccando su questo link.

IMPORTANTEla partecipazione a distanza non dà diritto all’acquisizione dei crediti, riservati esclusivamente a coloro che prenderanno parte all’evento in presenza.